Come abbiamo lavorato - sintesi

 

Continuando l’attività di allenamento al dialogo, promossa dal progetto WUC sulla base delle osservazioni raccolte durant ela fase di raccolta dei dati e sintetizzata nella proposta operativa,  ho condiviso con gli alunni un articolo pubblicato nel settimanale “Specchio” della scrittrice italiana Andrea Marcolongo.

La scelta di leggere ai ragazzi l'articolo è partita dal titolo, a mio avviso, particolarmente suggestivo “Ci rimane il tocco magico delle parole”.

Alla lettura è seguito un dibattito guidato sull'argomento proposto, che si è dimostrato un'imperdibile occasione per affrontare un tema molto importante e vivo come quello del peso e della forza delle parole, nonché delle emozioni che a esse sono connesse.

Successivamente ho chiesto agli alunni di esprimere per iscritto, motivando con cura, le loro considerazioni e riflessioni (che hanno presentato durante le videolezioni) in merito alle affermazioni finali dell'autrice: “In quest'epoca in cui tutto ciò che prima chiamavamo vita è diventato un'anomalia e in cui toccarsi è proibito, l'affetto per il prossimo deve comunque poter essere preso e condiviso: [...] a noi restano almeno le parole. [...] Vale allora la pena di dirlo che siamo felici di incontrare l'altro quando accade - e dirlo molte volte, senza timidezza e senza avarizia di parole; nel dubbio ridirlo ancora, perché sono le parole l'unico modo che ci resta – il più indelebile e il più sicuro - per sfiorarci.”

Alla produzione scritta si è affiancato un lavoro di ricerca di immagini (nelle riviste, nei quotidiani e su Internet) che, secondo gli alunni, riproducono le sensazioni e le emozioni dimenticate a causa della pandemia. Testo di Sabrina Peric.

 

Le nostre osservazioni e le immagini

I.C. Doberdò del Lago - Classe IIIA

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L'immagine che ho scelto rappresenta un abbraccio. Nella parte destra si può notare una parete rocciosa, che raffigura un uomo alto e
robusto. Nella parte sinistra della foto, invece, ci sono altre pareti rocciose più basse e meno imponenti, che rappresentano una figura
femminile snella e più bassa di quella maschile. I due elementi naturali si abbracciano e si uniscono l' uno all'altro tramite il fiume e la cascata, che sono collocati al centro del paesaggio.

Jacopo L.. - III A

L'immagine che ho scelto rappresenta molto bene la sensazione dimenticata
di libertà.
Penso di non essere l'unico a sognare l' ebbrezza di salire su un aereo, di
provare una sensazione di libertà scorrere nelle vene e poi tornare alla realtà
e cercare di ricordare le emozioni dimenticate. - Giacomo M.. III A

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Immagine sostituita: quella scelta non era pubblicabile. Il senso è lo stesso
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Mi è mancato andare in montagna, soprattutto
quest’anno, perché ha nevicato molto e perché mi piace
camminare e vedere i paesaggi. La montagna mi ricorda
le passeggiate con mio padre. Alice M. - III A

Quando penso al mare, ho sempre dei bei ricordi. Il mare rappresenta per me la pace e la quiete ma anche molte altre cose. Il mare per me è un posto dove rilassarsi prendendo il sole, ma è anche un
luogo in cui divertirsi con gli amici e i familiari.
Alice M - III A

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Viaggiare è sempre stata una cosa bella per me. Ho sempre adorato viaggiare e scoprire nuove culture. Per me viaggiare significa scoprire nuovi posti ed essere liberi di scoprire nuove cose.

Alice M. - III A

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Anche il teatro per me rappresenta la libertà e ciò che più mi piace fare, cioè recitare e ballare. L'immagine che ho scelto simboleggia la speranza di rivedere la sala stracolma di persone, di sentire gli applausi, di riprovare l’emozione che si prova a spettacolo finito, di riavere gli occhi lucidi quando vedi il pubblico alzarsi in piedi per te e per i tuoi compagni e sentire, una volta finita la coreografia, gli spettatori urlare il nome del tuo gruppo. Il teatro rappresenta il sogno che voglio perseguire.

Il teatro è vita.

Giulia Z.  - III A

Per me i libri significano libertà, perché posso immaginare le vicende narrate e
dimenticare il distanziamento sociale e le mascherine. Giulia Z. - III A

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Il mare è come un abbraccio, un abbraccio vero che potremo dare dopo che tutto questo
sarà finito; allora ci incontreremo di nuovo e potremo finalmente tornare a sorridere.

Giulia Z.  - III A

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Quest'immagine mi ricorda i bellissimi, alle volte noiosi, momenti trascorsi a giocare durante i lunghi tragitti per arrivare alla destinazione di un viaggio. Oggi, purtroppo, non si può viaggiare.

 

K  - III A

Nella seconda immagine si possono vedere degli animali; provo una sorta di gelosia nei
loro confronti, perché essi possono giocare e stare insieme.

Kevin F.  - III A

La terza immagine che ho scelto rappresenta le festività, che sono sempre state un'occasione per poter stare insieme agli amici e ai parenti. In quest'ultimo anno per me le festività sono state tristi.

Kevin F.   - III A

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L' obbligo del distanziamento sociale tra le persone sta distruggendo la spontaneità e la bellezza dei gesti quotidiani. 

 

Noè M.  - III A

Molte volte mi ritrovo a riflettere su episodi passati, in cui la noia e l’insofferenza prevalevano sul piacere. Ricordo le lunghe, alle volte snervanti, file in montagna per prendere l’ovovia o lo skilift e le interminabili attese durante le premiazioni alla fine delle gare di vela. Oggi sarebbero dei momenti di convivialità e soprattutto di libertà, che in questo periodo della nostra vita ci sono stati sottratti. Questo ci fa capire che ogni istante della nostra esistenza deve essere apprezzato e custodito nei nostri cuori per poi essere ricordato anche nei momenti più bui, come quello che stiamo affrontando.

Noè M.  - III A

Le cose che mi mancano molto, non potendo spostarmi liberamente, sono il profumo della natura e i suoi suoni: il profumo del legno bagnato, il canto delle cicale e il fruscio delle foglie durante le passeggiate con la mia famiglia e i nostri amici. Mi mancano gli abbracci con gli amici e la possibilità di poterci avvicinare senza barriere e ritornare ad ascoltarci con spontaneità. L'unico modo per riconquistare tutte le cose che abbiamo.

Noè M. - III A

In questo periodo mi sento piccolo, debole, stanco ma soprattutto intrappolato. Questa foto rappresenta, secondo me, come si sentono le persone in questo brutto periodo.  

Noè M.  - III A

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Queste due foto mi ricordano i viaggi che non possiamo fare. 

 

Isabel S.  - III A

L’immagine, invece, rappresenta il distanziamento sociale.

Isabel S.  - III A

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Aurora M. - L. Venuti III 

I.C. Doberdò del Lago - Classe 3B

Come abbiamo lavorato - sintesi 

Attività in classe

1) Comprensione/riflessione sui gesti e la mimica in una conversazione. In realtà baci e abbracci non mancano (anzi in certi casi e con gli adulti è un sollievo non dover sottostare a queste convenzioni). Ciò che manca è: "la pacca sulla spalla" quale segno di conforto da parte di un amico.

2) Lettura dell’ articolo di giornale redatto dalla scrittrice Andrea Marcolongo e intitolato “Ci è rimasto il tocco magico delle parole”. 

 

Attività a casa

1) Riflessione sui seguenti punti:

A) Una stretta di mano, un abbraccio, una mano sulla spalla: si tratta di semplici gesti che facevano parte della nostra quotidianità, ma che da più di un anno, a causa del Covid, non possiamo più scambiare (...). Quale importanza hanno (avevano?) questi gesti? Quale valore ha la presenza dell’altro?

 

B) In questo momento, in cui spesso non possiamo ricorrere alla magia di un abbraccio  (...). Credi che la parola sia una degna sostituta del gesto? Credi nel potere delle parole? Ci sono situazioni in cui è più appropriato comunicare con un gesto e altre in cui è meglio farlo a parole? Perché?

 

2) Scegli una o più immagini (al massimo tre) che secondo te ricreano le sensazioni che

abbiamo dimenticato durante questi lunghi mesi di distanziamento sociale. Per ognuna di

esse spiega il motivo per cui l’hai scelta e quali sensazioni ti suscita, quali ricordi risveglia in te.

Testo integrale di Elena Bidini 

 

Le nostre osservazioni e immagini

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Devo dire che mi sembra strano vedere le persone starmi lontano, a distanza, ed evitare ogni genere di contatto. È ancora più strano il momento in cui vedo una persona dopo tanto tempo e c’è un attimo in cui mi guarda dubbiosa come a chiedermi “Ti abbraccio oppure no?”. Io ricambio con uno sguardo altrettanto dubbioso. […]. Non mi piace il contatto fisico, ma mi manca la spensieratezza dei gesti delle persone. Irma W. - III B

Oltre al calcio mi mancano molto i pomeriggi con le mie amiche. A causa della zona rossa non ci possiamo vedere perché siamo tutte residenti in comuni diversi. Insieme a loro mi diverto un mondo, ridiamo, corriamo e chiacchieriamo, quindi spero di tornare presto alla normalità. Matilde F. - III B

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Ho scelto questa immagine perché mi ricorda quando abbracciavo i miei nonni. Ora non posso più farlo, perché c’è il Covid e gli anziani sono le persone più a rischio. [...]

Spero che presto si torni alla normalità, così potrò riabbracciare i miei nonni.

Sasha D. N. - III B

Questa immagine mi piace molto perché i ragazzi sorridenti sembrano felici e forse stanno festeggiando tutti insieme. Guardando questa foto mi vengono in mente le feste che facevo con gli amici e che ora sono vietate e per questo mi sento triste e arrabbiato. Marco D. P. - III B

Batti cinque

Di seguito i commenti di alcuni studenti delle due classi. E per voi? Cosa è cambiato nel modo di vivere? Vi mancano gli abbracci? Come si possono sostituire? Quanto sono importanti le parole per capirsi, sostenersi e aiutarsi?